Facebook per le aziende: un bene o un male? - STELI ADW

Facebook per le aziende: un bene o un male?

Facebook per le aziende: un bene o un male?

Quanto può influire Facebook, il social network più famoso e cliccato del web, nel sistema aziendale? La risposta ha una duplice valenza.
Da una parte Facebook può essere visto come uno slancio favorevole per la pubblicità di un marchio. Il creare una “pagina” dell’azienda al suo interno può costituire una forma di propaganda del brand aziendale, nella quale gli utenti possono diventarne “fan” e, dunque, apprezzare anche l’azienda o un suo particolare prodotto. Una pagina nella quale può riflettersi l’immagine aziendale, dandone maggiore importanza e spazio in termini di web marketing e dalla quale, tramite link, video, ecc…, l’utente potrebbe venire catapultato direttamente nel sito delle medesima impresa. In questo modo, le persone “legate”, per così dire, alla pagina aziendale “social”, possono esprimersi liberamente, postando o commentando ogni cosa pubblicata, entro i limiti previsti dalla privacy del social network. Con le idee condivise dai contatti, un’azienda può capire e carpire verso chi indirizzare il proprio messaggio e i propri prodotti. Muovendosi in questa direzione, sarà il cliente stesso a rappresentare il miglior “sponsor” del marchio. La comunicazione in Facebook può risultare, quindi, molto positiva per un ente, tenendo però conto di certi rischi che possono sempre crearsi.
Se, infatti, con questo metodo è possibile instaurare un enorme collegamento tra azienda e clientela, dall’altro può essere dannoso non gestendo al meglio, in maniera responsabile e strategica, questo sistema pubblicitario. Qualcuno potrebbe anche non parlare bene della pagina dell’azienda, e perciò, dell’azienda stessa, e censurare “i contro” nel web significherebbe togliere completamente all’utenza interattiva la libertà di espressione, creando contro di sé una cattiva fama.
Dunque, alla fine, alla questione se Facebook può essere un bene o un male per un’azienda, la risposta dipende da come tale azienda saprà organizzare la sua “campagna”, sul social network dal duplice volto.